| La nascita, l'evoluzione (e poi purtroppo la fine) del mulinello italiano, benché siano ormai note a tante persone, ed ovviamente soprattutto agli appassionati ed ai collezionisti, sono perlopiù documentate in modo frammentario. Questo materiale è sparso in diversi libri ed in alcuni siti nel web, nonché in cataloghi e pubblicità. Chiaramente queste fonti, prese individualmente, non possono fornire uno sguardo d'insieme e, di conseguenza, se quello che vedremo può essere noto ad alcuni, senz'altro non lo è almeno parzialmente per altri e soprattutto per chi si è appassionato alla materia in tempi recenti. A costoro in particolare deve andare, permettete la divagazione, il nostro ringraziamento, semplicemente perché ciò significa che non abbiamo seminato invano. Detto ciò, facciamo un salto indietro di novant'anni. Cosa succedeva in Italia? |
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> L'AUTARCHIA
Verso la fine del 1935 la Società delle Nazioni sanzionò l'Italia, a motivo dell'invasione dell' Etiopia. Ma il governo, guidato da Benito Mussolini, finì per conquistarla l'anno seguente, proclamando la nascita dell'Impero Italiano il 9 maggio 1936. Alle sanzioni di cui sopra ed agli avvenimenti successivi il governo rispose instaurando l'autarchia (parola che significa "autosufficienza"). Quindi gli italiani sarebbero dovuti riuscire a farsi "tutto" in casa.
Ciò portò ad un notevole aumento nella produzione di beni anzitutto primari (ricordiamo la famosa "battaglia del grano") e poi anche di altri generi ed oggetti, tra cui possiamo annoverare anche i nostri amati mulinelli. Ovviamente la pesca a quei tempi veniva ancora praticata per sfamarsi, e quindi con metodi che oggi definiremmo poco ortodossi. Non dobbiamo quindi immaginare un uso frequente della canna, né tantomeno del mulinello.
Quest'ultimo era appannaggio dei più facoltosi, che potevano permettersi di pescare per diletto. In ogni caso la nascita del mulinello a bobina fissa inizia a metà degli anni "30 (e su questo tutti i maggiori esperti sono d'accordo) proprio in concomitanza con quanto detto. |
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> ALCUNE FONTI
Una testimonianza certa ci viene dal catalogo della SPEM per la stagione 1938-39, citata nel quinto volume della collana "Mulinelli da pesca italiani" del grande Silvano Baraldi: "...a causa delle restrizioni commerciali del regime, le quali impedivano l'importazione di vari articoli da pesca, si rese necessario sostituirli con prodotti italiani..". Ma chi si cimentò in questa impresa partì da zero e completamente spiazzato, per cui dovette, almeno inizialmente, "copiare" la produzione estera.
Basandoci su pubblicità dell'epoca possiamo, ad esempio, capire che uno dei primissimi mulinelli italiani fu lo SQUALIUS a prendifilo fisso, nato non oltre il 1936. È simile allo svizzero BERNA, da cui infatti prese spunto. Un altro capostipite della nostra produzione fu il DRP-R, che in una pubblicità da "Il cacciatore italiano" del 1943 viene citato come "sperimentato da anni ", e ciò è sufficiente a datarlo alla seconda metà degli anni "30. È ispirato al Dam Quick tedesco. In quest'elenco possiamo ragionevolmente inserire anche il progenitore del famoso CIGNO.
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> NOMI "ISPIRATI"
Scavando nei nomi dati alle "nuove creature" si intuisce poi facilmente l'intenzione di reclamizzare alcune di loro proprio sfruttando gli avvenimenti socio-politici dell'epoca.
Il più lampante è l' IMPERO, il cui nome è tutto un programma, considerate le vicende narrate poco fa. Un altro esempio è il MINERVA, che porta il nome della Dea Romana della guerra e delle arti. Considerando la grande ammirazione che il fascismo nutriva per i fasti dell'Impero Romano, appare chiaro che questo nome possa essere stato un ottimo veicolo pubblicitario. C'è poi un'ipotesi (che quindi va presa come tale) che il L'OVIL faccia parte di questi mulinelli "ispirati", data la nota metafora "l'ovile e il Duce", usata ad indicare l' obbedienza ad un regime forte. Chissá...
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> UNA SOSTA OBBLIGATA
Comunque stessero le cose, qualcosa di nuovo aleggiava già nell'aria. Diversi artigiani ed anche alcune ditte avevano intuito la nuova opportunità, e cioè il costruire (spesso assieme a tutt'altro genere di oggetti) i nostri amati mulinelli, e ciò è intuibile da diversi brevetti che abbiamo avuto la fortuna di scoprire. Ma arrivò la guerra. E ad un certo punto, quando si poté intuirne l'esito finale, ma non la sua data, molti erano già pronti per la produzione, come vedremo nella seconda parte. |
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| Roberto Granata - Luglio 2026 |
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