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ALBATROS - Brevetto Marchio Impresa - febbraio 1944
Sappiamo da tempo che le differenze sui mulinelli ALBATROS non si contano e, di conseguenza, la classificazione in tre versioni distinte che si seguiva un tempo non ha più ragione di esistere. Ma quando queste "particolarità "diventano ancora più numerose, ed ovviamente non vengono documentate in un solo scritto, diventa difficile tracciare un filo logico. Tentiamo quindi di farlo, alla luce anche di più o meno recenti novità trovate su ennesime varianti, qualcuna già menzionata sul sito in ordine sparso. A tutti questi mulinelli possiamo attribuire con buona probabilità un ordine cronologico, raggruppando le varie versioni e varianti sparse in vari scritti.
  1. Il primissimo Albatros resta quello a prendifilo fisso, ed è anche il primo nell'elenco sul sito. Va considerato un rarissimo prototipo.
  2. Nella seconda versione (documentata su entrambe le edizioni di "Lanciare") possiamo già distinguere quattro varianti. La prima è la "classica "descritta sul sito come seconda versione, ma già qui alcuni esemplari hanno l'archetto con conicità verso il rullino ed altri no (vedi scheda apposita). Le altre due (una alla voce "seconda versione - modello diverso" e l'altra alla voce "Albatros - una strana versione") sono da ritenersi coeve, tutte prodotte in un arco temporale probabilmente non molto lungo.
    Sappiamo come detto, che già, dalla prima edizione di "Lanciare", del 1943 era in produzione un Albatros ad archetto intero ma, dalle parecchie evoluzioni riguardanti questo mulinello e dalla discreta rarità della seconda versione ed ancora di più di queste varianti, intuiamo che presto si passerà a quella successiva. In ogni caso, riguardo a questi esemplari "particolari", sono d'accordo con quanto affermato in una delle schede dal nostro Renzo Di Paolo, e cioè che un dipendente abbia potuto crearsi un modello personalizzato, ma aggiungo che potrebbe anche trattarsi di prove di produzione, finite nel tempo in circolazione come qualsiasi normale mulinello.
  3. La cronologia prosegue con i primi modelli col logo "Albatros" ben visibile e, soprattutto, ruotato di 90° rispetto al precedente modello. Ma a questo punto occorre fare un'importante precisazione che, viceversa, potrebbe facilmente sfuggire; sotto al coperchio della scatola di questa versione (vedi Albatros - scatole a confronto) nella descrizione viene specificata la possibilità di avere questo mulinello con antiritorno oppure senza. Per i motivi che possiamo ben focalizzare nella scheda stessa, si tratta appunto del modello che riporta la scritta "Brevettato" sul corpo dal lato della manovella, proposto in due versioni (con o senza antiritorno). Anch'esse sono quindi coeve ed , a mio avviso, gli acquirenti hanno semplicemente preferito la novità rispetto alla versione priva di antiritorno (che tra l'altro era già proposta in precedenza come seconda versione). Per questo molto probabilmente la versione "Brevettato" senza antiritorno è stata prodotta per poco tempo, ed ecco spiegata anche la sua rarità.
    Vorrei poi accennare ad un'altra probabile variante del "Brevettato" senza antiritorno, che monta una manovella già curva e con la scritta in corsivo "BIESSETI" che ritroveremo più avanti in un'altra versione. Questo potrebbe essere, a differenza dei suoi (rari) simili che montano ancora la manovella dritta della seconda serie, uno degli ultimi "intermedi". In ogni caso, come abbiamo visto, sia contemporaneamente che poi in seguito, la produzione proseguì con lo stesso mulinello dotato di antiritorno ed, anche in questa diffusa serie, troviamo l'eccezione: un esemplare con pomello della manovella in gomma nera marcato BST.
  4. La versione successiva (quella con scritta "Made in Italy" sul carter) parrebbe essere la prima destinata all'esportazione, ma è stata comunque venduta anche sul mercato nazionale, dove è molto comune. Anche in questa versione, tuttavia, gli Albatros non si smentiscono, perché si possono (non facilmente) trovare esemplari col pomello della manovella bianco marcato B.S.T. ed anche con la manovella stessa con scritta BIESSETI in corsivo.
  5. Ultima in questo elenco, ma tuttavia coeva al "Made in Italy", è la versione "Stainless", di cui conosciamo la denominazione grazie ad una scatola con la grafica uguale al "Brevettato" ma con scritta in inglese (vedere: Albatros -scatole a confronto).
    Ne posseggo un esemplare ed, oltre alle differenze esposte nella scheda dedicata, noto che ha una meccanica che, anche se apparentemente identica agli altri, dev'essere più curata, perlomeno nell'assemblaggio; il mulinello gira decisamente meglio rispetto ad ogni altro Albatros in mio possesso, tanto da essere l'unico dove non si sentono né il rumore né le vibrazioni dei denti della corona e del pignone.
CONCLUSIONI
Queste sono le versioni e varianti varie ad oggi conosciute e meritevoli di essere menzionate.
Vi sono poi altri piccoli ma numerosi particolari che, benché non possano far parlare di veri e propri cambiamenti, dimostrano la caparbietà della ditta nel cercare continue migliorie per il suo prodotto. E, nonostante si trovasse come Davide contro Golia (cioè a Torino "contro" ALCEDO e ZANGI, due colossi), riuscì tutto sommato ad interpretare bene il suo ruolo fin dagli inizi, come possiamo vedere in "ALBATROS - Brevetto Marchio Impresa- febbraio 1944".
ALBATROS - Brevetto Marchio Impresa - febbraio 1944
Roberto Granata - Marzo 2026
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